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Come molti di voi, ho ricevuto il testo che segue, inviato da Marco Piccolo – a nome di un gruppo di soci storici – ai coordinamenti dei soci di area, poi ai GIT e infine diffuso tra tutte le persone socie.
Ho scelto di pubblicarlo anche qui perché lo considero un contributo prezioso, tanto nei contenuti quanto nel tono con cui è stato scritto. E perché credo che, se a lanciare un appello sono persone che hanno avuto ruoli di primo piano nella storia di Banca Etica – presidenti, vicepresidenti, consiglieri e socie e soci fondatori – allora è doveroso fermarsi ad ascoltare.
Non possiamo permetterci di liquidare con superficialità voci così autorevoli. Al contrario, questo intervento ci invita a riflettere sul presente e sul futuro della banca, con senso di responsabilità e con quella visione collettiva che ha sempre contraddistinto il nostro progetto.
Come già accaduto con l’intervento di Peru Sasia, anche in queste righe ritrovo un richiamo forte ai valori fondativi e a una partecipazione autentica, che non cede alla polarizzazione, ma punta alla costruzione.
Vi invito a leggerlo con attenzione, a farlo circolare e a discuterne con chi, come noi, ha a cuore il futuro di Banca Etica.
Aldo Soldi
Carissime e carissimi coordinatrici e coordinatori dei soci di area, siamo un gruppo di soci presenti sin dall’inizio del progetto Banca Etica e abbiamo ritenuto importante condividere con voi e con i Git un nostro punto di vista sulla attuale campagna elettorale per il rinnovo degli organi della banca.
Vi preghiamo di girarlo ai Git.
Grazie dell’attenzione e della collaborazione Un cordiale saluto.
Marco Piccolo per:
Fabio Salviato
Mario Cavani
Luigi Barbieri
Luigi Bobba
Nuccio Iovene
Rita De Padova
Ugo Biggeri
Apripista
Siamo un gruppo di soci che, sin dall’inizio, ha seguito e accompagnato il processo che ha portato alla nascita ed allo sviluppo di Banca Etica.
Eravamo presenti quando l’idea di Banca Etica era ancora un sogno che si stava diffondendo tra tantissimi cittadini e cittadine, desiderosi di poter gestire il proprio denaro in coerenza con i propri valori e la propria visione del mondo.
Gli inizi
Qualcuno ci ha definito pionieri, fondatori, ma noi preferiamo essere riconosciuti come persone che hanno aperto una strada su cui poi si sono incamminate tantissime persone ed organizzazioni.
Consapevoli di questa responsabilità abbiamo dedicato il nostro impegno e le nostre energie per costruire i capisaldi di un sogno che rapidamente è diventato realtà, un progetto cooperativo a cui potevano e possono aderire persone ed organizzazioni interessate ad una gestione del denaro che risponda sia a criteri di efficienza ed efficacia economica, sia alla soddisfazione di una istanza ideale rappresentata dal poter partecipare con le proprie scelte economiche e finanziarie alla costruzione di una società più equa e solidale.
Fin dall’inizio si è scelta la via del confronto tra soci, persone fisiche e persone giuridiche, anche con sensibilità ed esperienze diverse, ma disponibili a mettersi in discussione per cooperare assieme nella ricerca di quell’interesse più alto, quello di tutti, verso il quale orientare l’attività finanziaria.
Modello partecipativo ed organizzativo
Questo approccio, fondato sulla centralità della persona rispetto al capitale e sul rispetto del pluralismo, nonostante i molti momenti critici vissuti, ha caratterizzato il modello partecipativo ed organizzativo della banca sino ai nostri giorni.
Siamo quindi rimasti sorpresi e amareggiati nel cogliere, in questa campagna elettorale per il rinnovo del CdA, alcuni elementi che, a nostro parere, poco hanno a che fare con i valori fondativi della banca.
Patrimonio Reputazionale
Stiamo infatti assistendo a comportamenti che mettono a rischio il patrimonio reputazionale di Banca Etica. Questo è un patrimonio creatosi negli anni grazie alle persone socie/clienti, alle persone lavoratrici della banca e a molte organizzazioni della società civile e riteniamo non debba e non possa essere messo a rischio nel tentativo di affermare presunte capacità e verità nel campo della finanza etica a scapito di chi ha un pensiero ed un programma diversi. “Sacrosanta” è la critica, e grazie a questa ben venga il confronto anche serrato, altra cosa sono gli attacchi personali o sparare a zero sulla struttura di governance, operativa, associativa per far credere che ci sia qualcosa da resettare e non un progetto di cui prendersi cura e continuare a far evolvere.
Comunità dei soci e delle socie
Proprio in funzione di quanto sopra scritto ci sembra sbagliato portare il confronto in contesti esterni alla comunità dei soci della banca, aprendolo a persone che non hanno sottoscritto lo statuto e non si sono assunti la responsabilità di una partecipazione associativa e societaria. Per chi non conosce i termini del confronto, e non ha le informazioni necessarie, c’è il rischio che una dialettica interna, non compresa, si traduca verso l’esterno in un danno di immagine, della serie…..ecco anche Banca Etica è come tutte le altre banche.
Questo vale anche per la questione delle banche armate dove non basta che alcuni soci, per quanto motivati, con un appello o una lettera aperta pensino di affrontare e risolvere una problematica così complessa come quella del rapporto tra Banca Etica ed il sistema bancario; se il nostro obiettivo è quello di cambiare la finanza dobbiamo interrogarci su quali siano le strategie efficaci per indurre il cambiamento.
Riteniamo che l’attuale modello partecipativo, frutto di un percorso avviato sin dall’inizio della banca nella ricerca di una governance diffusa (garantire il coinvolgimento e la cooperazione tra i vari attori, anche provenienti da percorsi diversi), sicuramente migliorabile, rappresenti una grande opportunità per mantenere viva la capacità di attualizzare la mission della banca in funzione delle sfide che la finanza etica si trova ad affrontare.
A conferma di questo abbiamo potuto contribuire anche noi alla costruzione partecipata del piano strategico, sintesi di un coinvolgimento e confronto tra tutti i portatori di valore, e questo senza ledere l’autonomia e la responsabilità dei vari ruoli ed attori.
Anche in questo caso la Banca ha saputo dare valore a quei luoghi e strumenti di partecipazione concreta che si sono costruiti negli anni, evitando la tentazione di un approccio meramente tecnocratico portato avanti da pochi esperti.
Un piano strategico non è un documento che viene scritto sulla roccia, ad imperitura memoria, ma il suo valore sta nella metodologia con cui è stato elaborato, perché è questa a garantirne dinamicità e capacità di adattamento ai continui cambiamenti degli scenari e dei contesti.
Costruire futuro
Confidiamo quindi nella capacità della nostra comunità di soci di andare al cuore delle varie questioni che oggi la banca si trova ad affrontare e di saper cogliere e distinguere il valore delle proposte che in un confronto elettorale vengono espresse. Riteniamo inoltre importante non disperdere le energie in sterili contrapposizioni ma impiegarle nel dare concretezza e forza a quel sogno che 30 anni fa ci ha fatto mettere in moto.
Impegno
Noi sottoscritti, visto il ruolo ed il coinvolgimento che abbiamo avuto in questo sogno divenuto realtà, vogliamo fare la nostra parte e ci rendiamo disponibili a sostenere Banca Etica in un momento così delicato come l’attuale e ad accompagnare, nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità, un percorso che guardi al futuro senza dimenticare le radici ed il contesto nel quale si è generato il senso di questo progetto.
Fabio Salviato, primo presidente di Banca Etica Mario Cavani, già consigliere Luigi Bobba, già consigliere Nuccio Iovene, già consigliere Ugo Biggeri, già consigliere e già presidente Rita De Padova, già consigliera Luigi Barbieri, già consigliere Marco Piccolo, già….
Italia, 4 aprile 2025
Mirando al futuro, con las raíces bien plantadas
Como muchos de vosotros, he recibido el siguiente texto, enviado por Marco Piccolo —en nombre de un grupo de socios históricos— a las coordinaciones territoriales, luego a los GIT y finalmente difundido entre todas las personas socias.
He decidido publicarlo también aquí porque lo considero una aportación valiosa, tanto por su contenido como por el tono con el que ha sido escrito. Y porque creo que, si el llamamiento viene de personas que han desempeñado roles clave en la historia de Banca Etica —presidentes, vicepresidentes, consejeros y personas socias fundadoras—, entonces es necesario detenerse a escuchar.
No podemos permitirnos ignorar con ligereza voces tan autorizadas. Al contrario, esta intervención nos invita a reflexionar sobre el presente y el futuro del banco, con sentido de responsabilidad y con esa visión colectiva que siempre ha caracterizado nuestro proyecto.
Como ya ocurrió con la intervención de Peru Sasia, también en estas líneas reconozco un fuerte llamamiento a los valores fundacionales y a una participación auténtica, que no cede a la polarización, sino que apuesta por la construcción.
Os invito a leerlo con atención, a compartirlo y a debatirlo con quienes, como nosotros, llevan en el corazón el futuro de Banca Etica.
Aldo Soldi
Queridas coordinadoras y queridos coordinadores de personas socias de zona:
Somos un grupo de personas socias presentes desde los inicios del proyecto de Banca Etica y hemos considerado importante compartir con vosotras y vosotros, así como con los GIT, nuestro punto de vista sobre la actual campaña electoral para la renovación de los órganos de gobierno del banco.
Os pedimos que lo trasladéis a los GIT.
Gracias por vuestra atención y colaboración.
Un cordial saludo,
Marco Piccolo, en nombre de:
Fabio Salviato
Mario Cavani
Luigi Barbieri
Luigi Bobba
Nuccio Iovene
Rita De Padova
Ugo Biggeri
Pioneros
Somos un grupo de socios que, desde el principio, ha seguido y acompañado el proceso que llevó al nacimiento y desarrollo de Banca Etica.
Estábamos presentes cuando la idea de Banca Etica era todavía un sueño que se iba difundiendo entre muchísimas personas ciudadanas, deseosas de poder gestionar su dinero en coherencia con sus propios valores y su visión del mundo.
Los inicios
Algunos nos han definido como pioneros, fundadores, pero preferimos ser reconocidos como personas que abrieron un camino por el que después muchas personas y organizaciones han transitado.
Conscientes de esta responsabilidad, dedicamos nuestro compromiso y nuestras energías a construir los pilares de un sueño que rápidamente se convirtió en realidad: un proyecto cooperativo al que pueden adherirse personas y organizaciones interesadas en una gestión del dinero que responda tanto a criterios de eficiencia y eficacia económica como a la dimensión ideal de participar con sus elecciones económicas y financieras en la construcción de una sociedad más justa y solidaria.
Desde el principio se eligió la vía del diálogo entre personas socias, físicas y jurídicas, incluso con sensibilidades y experiencias distintas, pero dispuestas a ponerse en discusión para cooperar juntas en la búsqueda de ese interés superior y colectivo al que debe orientarse la actividad financiera.
Modelo participativo y organizativo
Este enfoque, basado en la centralidad de la persona por encima del capital y en el respeto por el pluralismo, ha caracterizado el modelo participativo y organizativo del banco hasta nuestros días, a pesar de los muchos momentos críticos vividos.
Por eso, nos hemos sentido sorprendidos y entristecidos al ver, en esta campaña electoral para la renovación del Consejo de Administración, ciertos elementos que, en nuestra opinión, poco tienen que ver con los valores fundacionales del banco.
Patrimonio reputacional
Estamos presenciando comportamientos que ponen en riesgo el patrimonio reputacional de Banca Etica. Este patrimonio se ha construido a lo largo de los años gracias a las personas socias/clientes, a las trabajadoras del banco y a muchas organizaciones de la sociedad civil. Consideramos que no debe ni puede ponerse en riesgo en el intento de imponer supuestas verdades o capacidades en el ámbito de las finanzas éticas, en detrimento de quienes tienen un pensamiento o programa diferente.
La crítica es legítima y necesaria, y bienvenido sea el debate, incluso intenso. Pero es otra cosa recurrir a ataques personales o desacreditar la estructura de gobernanza, operativa o asociativa para hacer creer que todo debe ser reiniciado, en lugar de cuidar y seguir desarrollando un proyecto que merece ser fortalecido.
Comunidad de personas socias
Precisamente por lo expuesto, creemos que es un error trasladar el debate a espacios externos a la comunidad de personas socias del banco, abriéndolo a quienes no han firmado los estatutos ni asumido la responsabilidad de una participación asociativa y societaria.
Quien no conoce los términos del debate y no tiene la información necesaria, puede malinterpretar la dialéctica interna y generar un daño de imagen, como si Banca Etica fuera simplemente “una más” entre los bancos.
Esto también se aplica a la cuestión de las bancas armadas, donde no basta con que algunos socios, por muy motivados que estén, pretendan resolver con una carta abierta una problemática tan compleja como la relación entre Banca Etica y el sistema bancario.
Si nuestro objetivo es cambiar las finanzas, debemos preguntarnos por las estrategias más eficaces para inducir un cambio real.
Creemos que el actual modelo participativo, fruto de un recorrido iniciado desde los orígenes del banco en la búsqueda de una gobernanza compartida —que garantice la implicación y cooperación entre actores de distintos orígenes—, aunque mejorable, representa una gran oportunidad para mantener viva la misión de Banca Etica ante los desafíos actuales de las finanzas éticas.
Y lo confirmamos también porque hemos contribuido en primera persona a la construcción participativa del Plan Estratégico, resultado de un proceso de diálogo con todos los portadores de valor, sin perjudicar la autonomía y responsabilidad de los distintos roles y actores.
Una vez más, el banco ha sabido dar valor a los espacios y herramientas de participación construidos a lo largo del tiempo, evitando caer en una lógica meramente tecnocrática dirigida por unos pocos expertos.
Un plan estratégico no es un documento escrito en piedra para la eternidad, su valor está en el método con el que se ha elaborado, porque es este el que garantiza su dinamismo y capacidad de adaptación a los continuos cambios del contexto.
Construir futuro
Confiamos en la capacidad de nuestra comunidad de socias y socios para ir al fondo de los temas que hoy enfrenta el banco y para valorar y distinguir las propuestas que surgen en este proceso electoral.
Creemos también importante no desperdiciar energías en enfrentamientos estériles, sino enfocarlas en dar fuerza y concreción a aquel sueño que hace 30 años nos puso en movimiento.
Compromiso
Las personas firmantes, por el papel y la implicación que hemos tenido en este sueño hecho realidad, queremos aportar nuestra contribución y ponernos a disposición para apoyar a Banca Etica en este momento tan delicado, acompañando —con respeto a los roles y responsabilidades— un camino que mire al futuro sin olvidar las raíces y el contexto que dieron sentido a este proyecto.
Italia, 4 de abril de 2025